01 Agosto 2010
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Storia Campomanfoli

 

CAMPOMANFOLI : CAMPUS  MANFOLI

 

Il toponimo Campomanfoli compare per la prima volta, in un documento dell’anno 1196 presso il Santuario di Materdomini , con la dicitura “ad Campum manfoli” riportato dallo storico Michele De’ Santi nel libro del 1909: Il Mil. Gugl. Budetto qm Bartolomeo largisce tre terre nelle vicinanze di San Giorgio, cioè una a CAPPELLA, confinante coi beni di Giov. de  Angelo e Giov. de Guidone; altra ad AGELLO, confinante coi beni degli stessi signori e di Roberto de Barone, ed altra ad CAMPUM  MANFOLI, limitrofa alle terre del medesimo de Guidone e di Pietro de Umfrido .

Nell’anno 2005 ci sono stati importanti ritrovamenti  archeologici ,  risalenti al periodo storico Ellenistico - Romano ( IV –II Secolo a.C.) . Nel luogo in un primo momento è emerso ceramica a vernice nera , ciotole, tegole, peso da telaio , chiodi una parte di louteria e tantissimi altri  frammenti a vernice nera , successivamente dopo i saggi della Soprintendenza sono venuti alla luce a circa due metri di profondità delle mura di villa rustica e molto materiale in terracotta a vernice nera . La Soprintendenza  ha così relazionato la scoperta : Le strutture antiche individuate nel corso di alcuni saggi preliminari di verifica, eseguiti a seguito del recupero di materiali di interesse archeologico, fanno ritenere l’area nei pressi della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli in località Campomanfoli del Comune di Castel San Giorgio, interessata da un insediamento, per il momento di natura ed  estensione ancora incerta, risalente all’età ellenistica e che sembra già essere stato abbandonato in epoca precedente all’eruzione del 79 d.C. i reperti recuperati dai saggi di verifica eseguiti consistono in frammenti ceramici a vernice nera e sigillata italica, in resti di tegole ed in qualche frammento di oggetti di bronzo. L’orografia attuale è rappresentata da una successione di alcuni pianori, mentre quella antica sembra essere costituita da un pendio piuttosto regolare. Prima del rinvenimento occasionale, causato dalla costruzione di alcuni fabbricati, non si aveva nessun indizio dell’interesse archeologico dell’area. Firmato: l’archeologo Dott.ssa Laura Rota e Soprintendente Dott.ssa Giuliana Tocco.  

Dei reperti venuti alla luce si evidenzia in particolare una parte di Louteria,- largo bacile fittile – solitamente appartenente all’arredo domestico.Un largo piatto a profilo rigido, con il fondo lavorato, il bordo ispessito e decorato da motivi di rilievo. Questi prodotti di artigianato locale si datano tra la  seconda meta’ del IV secolo e il III secolo a.C. . Venivano usati nei Santuari e nei luoghi di culto e, a partire dalla piena età classica sono documentati come arredo domestico, sia negli atri che in ambienti funzionale alla toilette quotidiana. Louterie simile a quella ritrovata in Campomanfoli si possono ammirare presso il Museo Archeologico di Salerno provenienti da Fratte.

 Da ricerche effettuate nell’arco degli anni , dall’anno 1196 fino all’inizio del 1500 non compaiono più notizie scritte, ciò, non significa che il paese non fosse attivo, difatti sempre nel luogo archeologico è stata rinvenuta  una moneta del periodo medievale con croce che attesta un insediamento medievale. In particolare il paese insieme al casale di Aiello facevano parte della Chiesa del SS. Salvatore che diventò parrocchia nel 1300. In ogni caso possiamo dire che il paese ha avuto sviluppo maggiore nel 1500, poiché dall’anno 1500 seguono moltissime citazioni sul casale: Anno 1520, un terreno in Campomanfoli, dove si dice “lo palmentiello” . Nel 1557, una terra arbustata e seminatoria sita e posta allo Casale di Campo manfolo dove si dice “ lo triglio “. Nel 1571 , un arbustato sito et posto allo Casale di Campo manfolo pertinenza della terra di San Giorgio, dove sono gli beni di Vincenzo Iennaco, la via pubblica . Nel 1584 , una terra arbustata et seminatoria di Vincenzo Iennaco del casale di Campomanfoli. Nel 1594 negli atti del  Catasto antico  di Sangiorgio nel  Villaggio Campomanfoli risultano circa 35 famiglie con i capifamiglia che fanno vari mestieri. Nel 1616 , viene citata una terra dove si dice Baresano nel Casale di Campomanfoli di moio uno  incirca arbustato e seminatorio dove sono i beni di Francesco D’auria, di Carmine Iennaco et altri . Nel 1625, la Cappella di S. Maria di Costantinopoli  possiede un orto nel casale di Campo manfolo, lasciato dalla L. Iennaco confina con la terra di Tommaso D’auria possiede un altro orto nel medesimo casale di Campo manfolo . Nel 1660 , la Cappella di S. Maria di Costantinopoli, possiede un altro  arbusto dove si dice lo parmentiello vicino la cappella di capacita’ di mezzo moio in circa confina con i beni di Laura Maglione in due parti et via pubblica, dove sono i beni di Geronimo Sarno. Nel 1702 , nel casale predetto vi è  un territorio arbustato vitato, e seminatorio di moia due incirca nominato Lo triglio allo crocevia , il quale confina colli beni della Venerabile Chiesa di San Michele Arcangelo .Nel 1760 ,  la Chiesa S. Maria di Costantinopoli ha beni nei luoghi d. le curte d. la Carcaria  Baresano , lo Julio  in Campomanfoli. Durante questo periodo ci sono comunque  tantissimi atti di eventi e di vita quotidiana .