CHIESA DI SANTA BARBARA
Le prime notizie della chiesa sono del 1309, con il rettore Guglielmo BUDECA (BUDETTA) e il cappellano Nicola de Malzerico. Nel 1511 è già Parrocchia: ha il fonte battesimale, gli oli santi e il Santissimo. Nella visita pastorale del 1564 la cappellania e la rettoria sono distinte, con rendite corrispondenti di 6 e 4 ducati. Nella visita del 1594 la rettoria è unita alla parrocchia. Dai paramenti manca la pianeta bianca per negligenza del parroco, che viene multato di un ducato e invitato a procurarla a spese proprie e dei fedeli. A causa delle precarie condizioni della struttura, in passato si era stabilito di costruire una nuova chiesa. All’atto della visita la costruzione è in corso, nel contempo rimane aperta la vecchia sede, dove si celebra con grave pericolo per i fedeli. Al controllo i libri parrocchiali risultano non aggiornati e privi di annotazioni per battezzati, cresimati, morti e matrimoni. I vasetti dei sacri oli sono troppo piccoli con le iscrizioni appena leggibili. Il visitatore prescrive una maggiore cura nella tenuta dei libri e di rifare le iscrizioni ai vasetti con lettere maiuscole ed in forma moderna. Nella visita del 1605 la nuova chiesa è ancora in costruzione, pertanto il visitatore rinnova ai fedeli l’invito a completarla "quam primum”. Allo stesso tempo, a causa della povertà del curato e dell’impiego delle entrate della chiesa per la nuova fabbrica, tollera l’inconveniente del fonte battesimale, che non è collocato dietro la porta più grande della chiesa e debitamente ornato, come prescritto nelle costituzioni sinodali. Il 4 Luglio 1608 parrocchia e rettoria sono ancora unite. Alla ultimazione dei lavori della nuova chiesa manca solo il tetto. Il visitatore esorta i fedeli a fare in modo che l’opera sia conclusa entro il settembre successivo. I libri parrocchiali pur essendo “ad formam sinosi” sono ancora mal tenuti, si prescrive, entro sei mesi, di procurare i nuovi e di conservare i vecchi a futura memoria. Infine viene ordinato che per nessun motivo si seppelliscano i corpi dei defunti “in solio ecclesie”. Il parroco non abita in parrocchia, poiche’ questa è sprovvista di canonica e, come testimoniano i fedeli, non ha trovato casa nel casale. A tal proposito il visitatore al curato di procurarsi l’autorizzazione dell’arcivescovo a risiedere fuori parrocchia. La chiesa è elencata tra le parrocchie della Terra di San Giorgio. La costruzione della casa canonica risale al 1950 circa. Nel 1986 la parrocchia è stata accorpata alla parrocchia S. Maria di Costantinopoli, delle vicine frazioni Aiello e Campomanfoli, e alla Parrocchia S. Maria a Favore della vicina e omonima frazione, diventanto così una sola realtà parrocchiale, benchè costituita da tre chiese principali.
La chiesa, dopo i danni causati dal terremoto del 1980, è stata chiusa nel 2000 per interventi di ristrutturazione, consolidamento e restauro.
E' stata riaperta al culto il 3 dicembre 2006.
Leggi pure l'edizione speciale del giornalino parrocchiale dove è riportato l'evento.
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