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Come nasce la tradizione?

Costantinopoli era citta’ marittima, e si volle rappresentare la venuta della Madonna dal mare, consumando prodotti ittici. Era il tempo in cui l’attivita’ della pesca era molto florida. Il mar tirreno era pieno di alici, di sarde e di sardine. I paesi costieri, specialmente Vietri e Cetara, per  la pescosita’ del mare, tiravano sempre le reti con quintali di pesce. Si cerco’, allora, d’incoraggiare il consumo delle alici,  perche’ i pescatori erano sempre poveri. Per questo motivo, in ricorrenza della festivita’ della Madonna di Costantinopoli, l’arcivescovo di Salerno Antonio Salomone stabili’ che i festeggiamenti dovessero avvenire, sempre, cinquanta  giorni dopo Pasqua e durante i giorni di lunedì e martedì, qualunque fosse  il mese, la data e l’anno impose, inoltre, che durante i due giorni, non potevano mangiarsi carni di qualsiasi animale.

E così...Il giorno della festa patronale  e’ il martedì dopo Pentecoste, le strade del paese si trasformavano in un grande "agriturismo all'aperto", come diremmo oggi: gli abitanti del posto cucinavano le migliori specialità a base di baccalà, e le offrivano ai pellegrini giunti proprio per la festa patronale.

Quali sono queste specialità? 

Pennette al baccalà, baccalà fritto, baccalà in umido con patate, polpette di baccalà fritte e con sugo.

L'Associazione "Centro di Comunità Maria S.S. ma di Costantinopoli", attraverso la Sagra, contribuisce così a mantenere vive le tradizioni locali, con un'indubbia positiva ricaduta sociale per l'intero territorio.

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Le Altre Parrocchie del comune di Castel San Giorgio (SA), 

 

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